L’ ALLUCE RIGIDO

L’ alluce rigido è l’ esito di un processo degenerativo progressivo dell’ articolazione metatarso-falangea dell’ alluce, per cui questa articolazione perde mobilità, aumenta di dimensioni per la formazione di osteofiti soprattutto dorsali (neoformazione di osso patologico ai limiti delle superfici articolari) e l’ appiattimento delle superfici articolari e riduzione dello spazio articolare. La gravità della degenerazione articolare viene documentata dallo studio radiografico, sulla base di questo classifichiamo l’ alluce rigido in quattro gradi ingravescenti.

La sintomatologia è rappresentata dal dolore, inizialmente al mattino quando si inizia a camminare, poi con la deambulazione prolungata, con il ridursi della mobilità si altera la deambulazione, per l’ alterarsi della fase propulsiva del passo.

Le cause dell’ alluce rigido sono: un primo metatarso troppo lungo o elevato che determinano una contrattura in flessione dell’ articolazione, una predisposizione alla degenerazione artrosica precoce, esiti di artriti, microtraumi o macrotraumi articolari o esiti di pregressi atti chirurgici.

L’ incidenza di questa patologia è del 35-60% nella popolazione adulta (60-65 anni).

Il trattamento è vario a seconda della gravità della patologia e dei sintomi.

Nelle fasi iniziali trova indicazione il trattamento conservativo: terapia farmacologica, terapia fisica, uso di plantari e calzature apposite.

Se l’ articolazione è più compromessa (stadio 2-3 iniziale) si rende necessario il trattamento chirurgico, se i capi articolari sono sufficientemente conservati può essere effettuato un intervento di cheiloplastica (pulizia dei capi articolari dagli osteofiti) o di osteotomia  decompressiva.

Quando l’ articolazione è completamente distrutta trova indicazione all’ intervento di artrodesi o alla sostituzione protesica parziale o totale dell’ articolazione.