ARTROSCOPIA DELL’ANCA

L’artrosi all’anca è una problematica molto comune che spesso può manifestarsi anche nei soggetti più giovani a causa di sovraccarichi funzionali, in particolare durante l’attività sportiva o lavorativa. Per evitare la degenerazione della regione è importante diagnosticare la patologia in tempi brevi, così da intervenire o con trattamenti mini-invasivi o con protesi d’anca.

Per la sua eziologia l’artrosi all’anca può essere curata nella sua complessità generalmente con una protesi d’anca, ma talvolta si può intervenire con successo anche con trattamenti mini-invasivi. Vengono messi a punto dei trattamenti che prevedono l’artroscopia dell’anca: in questo modo il medico può non solo iniettare il liquido intra-articolare, ma anche varie tipologie di farmaci come cortisone, acido ialuronico, antibiotici e anestetici. Se i trattamenti artroscopici non funzionano è necessario intervenire con protesi d’anca. Esistono varie tipologie di protesi, totali e non. Quelle impiegate dallo studio del Dott. Vincenzo Buompadre sono:

  • protesi cefalica
  • protesi articolari totali
  • protesi che risparmiano l’osso
  • protesi di rivestimento
  • mini-protesi femorale
  • protesi totali

L’artroprotesi totale di anca è un’articolazione artificiale realizzata con speciali leghe metalliche, materiale plastico(polietilene) e/o ceramica che sostituisce i due capi articolari malati. La riabilitazione da questo tipo di intervento è abbastanza semplice, già dal primo giorno post-operatorio inizia la mobilizzazione dell’arto operato e molto spesso anche il recupero della stazione eretta. Dal secondo giorno inizia la deambulazione con due appoggi. Il medico, tuttavia, dovrà tener conto di tutta la storia clinica del paziente per evitare rischi ed effetti indesiderati.